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Vedova Nera #1 Recensione


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L’abbiamo vista sul grande schermo in Iron Man, in Avengers e in Capitan America: ma di cosa si occupa la Vedova Nera nella sua “vita di tutti i giorni”? Quali sono i problemi con cui deve convivere una super spia del suo calibro? Ce lo spiega Nathan Edmondson nel primo numero di Vedova Nera, coadiuvato dai disegni di Phil Noto.
Partiamo subito col dire che l’idea di Edmondson è vincente sotto alcuni aspetti, anche se non mi ha convinto sotto altri. Ogni storia di questa testata sarà autoconclusiva, quindi non avremo mai lunghe trame o finali in sospeso: ci troveremo dinanzi a storie sempre rinnovate, che mirano soprattutto a mostrare la quotidianità di Natasha Romanoff (il che vuol dire anche, e soprattutto, la sua vita da spia, le sue missioni). Questo è un vantaggio se si pensa alla possibilità di avere trame sempre snelle ed efficaci, ma viene un po’ penalizzata la continuità della trama. Da un lato quindi ben venga questa scelta, d’altro canto però storie continuative di due o quattro episodi sarebbero state ugualmente efficaci, secondo me.

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La Vedova protagonista di questa serie è attanagliata dai sensi di colpa sul suo passato – aspetto abituale delle storie riguardanti Natasha – e cerca in tutti i modi di impegnarsi nella filantropia, con donazioni e simili: la maggior parte dei proventi che derivano dalle sue missioni (spesso missioni di salvataggio, ma non solo) vengono destinati alla “beneficienza”. Ma in questa testata ci viene mostrato anche quanto sia pericoloso gravitare attorno ad una spia di questo calibro. Una letale assassina richiede un avvocato in grado di aiutarla in questioni di importanza pratica e questo avvocato non è di certo un tipo da sottovalutare (lascio a voi le considerazioni, dopo aver letto l’albo).Ovviamente anche il lavoro di Phil Noto è grandioso. Riesce a ritrarre la protagonista con assoluta semplicità e sensualità in ogni momento, sia che si tratti di andare in missione sia che si tratti di una serata tranquilla (stranamente!) passata a casa, in compagnia di un buon libro. Quindi l’aspetto che più mi ha catturato del tratto di Noto è proprio questo: la sua assoluta coerenza stilistica, che rende la Vedova Nera un personaggio che balza fuori dalla pagina e assume un realismo e una credibilità assolutamente necessarie per questo tipo di testata. Una vita pericolosa, un passato difficile da dimenticare, una quotidianità solitaria e una donna diffidente verso il mondo. Questi sono gli ingredienti fondamentali che condiscono in modo accurato questa gestione Edmondson-Noto, facendo della serie comunque un prodotto apprezzabile e piacevole alla lettura (proprio per la questione dell’approccio facilitato dalle storie autoconclusive). In Italia la testata viene pubblicata con lo stesso formato di Occhio di Falco ovvero un brossurato bimestrale contenente due numeri della storia al prezzo di 3€ a volumetto. Quindi non si può neanche discutere sull’ottimo rapporto qualità/prezzo. Per questa recensione è tutto, ci rileggiamo prossimamente.

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