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The Invisibles – Recensione


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Pubblicato dal 1994 fino al 2000 nella linea “DC for mature readers” (Vertigo), The Invisibles è la serie più acclamate e discusse dello scozzese Grant Morrison che per quest’opera si è avvalso della collaborazione di parecchi artisti: Steve Yeowell, Jill Thompson, Phil Jimenez, Frank Quitely, Chris Weston, John Ridgway, Steve Parkhouse, Paul Johnson, Tommy Lee Edwards, Mark Buckingham.

Il Governo degli Stati Uniti d’America è il complesso e torbido covo di ogni genere di copertura, dalla presenza degli alieni sulla Terra all’esistenza di un vaccino contro l’AIDS. Tutto questo grazie ad una rete di agenti soprannaturali, creature misteriose che esistono dall’origine del mondo, chiamati semplicemente Essi. Dietro ogni evento storico, dietro ogni piega del tempo, Essi hanno manipolato Re e Imperatori, provocato guerre, distrutto nazioni. Essi distribuiscono la paura e il disordine. Sono ovunque, si celano dietro la maschera della normalità. E aspettano il momento di entrare nei sogni delle persone per rubare ogni speranza, ogni desiderio. Una forza si contrappone dall’inizio del tempo contro le cospirazioni architettate dagli Arconti. Sono gli Invisibili, una società segreta che lotta e si batte per la libertà e per i diritti dell’Umanità. Le due fazioni possono contare su individui appositamente scelti per la loro enorme apertura mentale verso cose talvolta incomprensibili. Alcuni Invisibili lavorano da soli, trascinandosi paranoici per le strade come barboni, altri non sanno neppure di esserlo, come studenti ribelli o politici rivoluzionari. L’antica dinastia degli Invisibili si muove nei secoli anche grazie a piccoli gruppi che scelgono come soluzione l’azione diretta. Uno di questi gruppi, il più violento e assortito, è quello di King Mob, il cospiratore della più grande cospirazione. Essi e Invisibili sono in attesa del Ragnarok, dell’Armageddon, dell’Eskaton. Della fine del mondo. Ma se i primi vogliono dominare sulle macerie, i secondi intendono costruire un nuovo mondo. Morrison si sofferma però a raccontarci solo la storia di una determinata cellula di Invisibili, quella più anarchica e violenta, che sta andando incontro al 2012, l’anno cruciale dell’antico calendario Maya, esplodendo in una serie di avventure che sono un vero e proprio inno alla controcultura sia essa beatlesiana, punk o letteraria, come Say You Want a Revolution, Apocalipstick, Entropy in the U.K.,Bloody Hell in America,Counting to None, Kissing Mister Quimper, The Invisible Kingdom.”

The Invisibles è diventato mito, così come anche le dichiarazioni rilasciate da Morrison stesso durante la serie. Dopo un breve periodo di vendite iniziali molto incoraggianti la serie purtroppo andò incontro ad una crisi di vendite, facendo addirittura pensare a una sua chiusura anticipata. Durante la pubblicazione della serie Morrison ebbe diversi problemi, una su tutte riguarda la censura. Si trovò ad apportare diverse modifiche ai dialoghi e alle scene originali. E se alcune delle teorie, dei complotti o delle situazioni che avete letto sugli Invisibili vi sembrano già viste, ricordate che la serie è precedente a X-Files e a Matrix (dove Morrison entrò in aperta polemica con i fratelli Wachowski). Invisibles è una serie originale, claustrofobica, intelligente, caotica e come già detto prima è una bandiera della controcultura che è diventata Cultura. La portata dell’effetto di questo fumetto nella mente del lettore è tanto vasta quanto pericolosamente reale, un trip mentale che porta a vedere la vita con occhi diversi.