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Daytripper


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Quando il fumetto trascende il media nel quale ha origine, diventa ovviamente qualcosa di più profondo: riesce ad influenzare la vita, si inserisce in contesti inaspettati e attraversa ogni possibile sfumatura dell’essere umano. In una sola parola, tutto questo è Daytripper.

Vincitore dell’Eisner Award (gli Oscar del fumetto, come tutti sanno) nel 2011 come Best Limited Series of Story Arc”, Daytripper di Fàbio Moon e Gabriel Bà è indubbiamente un’autentica perla contenuta in circa 250 pagine. Attraverso la vita di uno scrittore di necrologi, questo fumetto ripercorre la vita di tutti noi, ci parla una lingua semplice e diretta che arriva rapida al cuore e ci resta per molto tempo, cullato dall’originale e onirico stile di disegno. Daytripper parla della morte e della fragilità della vita, di come ogni evento possa trasformarsi in tragedia ma soprattutto è il manifesto dello scontro tra Eros e Thanatos: in un tripudio di sfumature, ogni capitolo di questo volume racchiude un pezzetto dell’eterno conflitto che si vive ogni giorno, della battaglia che le forze distruttive della vita affrontano con le forze costruttive, senza mai dare per scontato l’aspetto positivo delle une o delle altre.daytripper

Bràs de Oliva Domingos (questo il nome del protagonista del volume, ambientato in Brasile) è un didascalico rappresentante della vita contemporanea, privo però dell’alone di banalità che potrebbe derivare da un certo uso del personaggio: subissato dagli impegni lavorativi, sempre insoddisfatto, carico di rimorsi e rimpianti per il passato, perennemente indeciso sulla strada da intraprendere nella vita, circondato da affetti difficili da conservare ma in continuo movimento e alla perenne ricerca della felicità. Se si potesse vivere per sempre, non si apprezzerebbero gli istanti che contano davvero nella vita. Questo è uno dei messaggi che sottendono alla narrazione di Daytripper, che in questo modo sfonda la barriera del media fumetto per diventare qualcosa di più, un prodotto culturale di peso e in grado di essere accostato con disinvoltura ai grandi classici non solo del fumetto, ma anche – e soprattutto – a quelli della letteratura.

986791Daytripper non si presenta come una lettura facile, ma è in realtà una lettura semplice. I due concetti possono coesistere con armonia e Moon e Bà ce lo dimostrano ad ogni pagina, esprimendo concetti fondamentali nella vita di un essere umano mantenendo una prosa (e ovviamente, un tratto stilistico di disegno) molto pulita e lineare. La vita si presenta dinanzi a noi assolutamente impietosa, senza remore per gli effetti catastrofici che un evento banale possa procurare, aumentando la consapevolezza che ogni istante va vissuto pienamente, a prescindere dalle conseguenze che certe azioni possono comportare. Ma Daytripper non è un manifesto alla sconsideratezza o al suo opposto: ogni età ha il suo modo di essere vissuta, non importa quanto fragile possa essere l’esistenza, non importa quando si verrà gettati nello sconforto, perché, in un modo o nell’altro, la vita non è solo sofferenza e vale la pena vivere anche solo per il breve istante di felicità che ci può travolgere.

Il peso di questo volume sta tutto nella consapevolezza di raccontare qualcosa di complesso, che tutti sappiamo, ma su cui raramente ci fermiamo a riflettere. L’impronta grafica data al volume è in linea con quanto detto finora: uno stile asciutto, mai troppo carico, che si sublima nella colorazione sempre appropriata alla narrazione, senza eccedere nel tratto caricaturale o in quello realistico; un giusto mezzo che permette alla sceneggiatura di respirare, mantenendo intatta l’ideologia di fondo della storia. Non potete assolutamente perdervi questo fumetto, che è anche stato il primo ad essere studiato nelle aule universitarie del Tennessee (precisamente a Knoxville), vincendo – sempre nel 2011 – anche come Best Single Issue or Story agli Harvey Award e Favourite New Comicbook agli Eagle Award, confermando il suo altissimo livello. Per questa recensione è tutto, noi ci leggiamo alla prossima. Stay Nerd!

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